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Divieto di assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope | Consulente DVR Brescia

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Divieto di assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope

Consulente DVR Brescia

I lavoratori addetti a mansioni che comportano particolari rischi per la sicurezza, l’incolumità e la salute di terzi, non possono assumere sostanze stupefacenti e psicotrope mai, in nessun caso, anche fuori dall’orario di lavoro.

A tale proposito i datori di lavoro, in collaborazione col medico competente sono obbligati a effettuare accertamenti sanitari volti ad accertare l’assenza di assunzione di tali sostanze.

L’accordo Stato Regioni (rep. atti n. 178 del 18/09/2008) definisce le indicazioni operative che la Regione Lombardia (Giunta Regionale Direzione Generale Sanità del 22/01/2009, protocollo H1.2009.0002333) ha adottato per la verifica dell’assenza di tossicodipendenza o di assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope in lavoratori addetti a mansioni che comportano particolari rischi per la sicurezza, l’incolumità e la salute di terzi.

L’azienda deve elaborare un documento aziendale dedicato che definisce, oltre che le procedure di applicazione della normativa nelle aziende, anche le azioni preventive, promozionali ed educative con riferimento ai rischi connessi all’impiego di sostanze stupefacenti o psicotrope nell’espletamento di mansioni a rischio, anche in relazione al fenomeno degli infortuni stradali in itinere.

Tale documento è parte del documento di valutazione dei rischi, deve essere condiviso con le rappresentanze dei lavoratori per la sicurezza e deve essere presentato a tutti i lavoratori adibiti a mansioni pericolose.

Il datore di lavoro fornisce al medico competente l’elenco dei nominativi dei lavoratori da sottoporre agli accertamenti in base alla lista delle mansioni descritte in Allegato I al Provvedimento n. 99/CU del 30 ottobre 2007; tale verifica deve essere effettuata per tutti i lavoratori e successivamente, periodicamente, con scadenza annuale.

La lista dei lavoratori deve essere tempestivamente aggiornata tenendo conto dei nuovi assunti, dei soggetti che hanno cessato di svolgere mansioni a rischio, che debbono essere stornati, dei lavoratori che, inizialmente assunti con altre mansioni, sono stati in tempi successivi adibiti alle mansioni a rischio.

L’elenco dei nominativi dei lavoratori da sottoporre agli accertamenti in base alla lista delle mansioni descritte nell’Allegato I deve tenere conto dell’effettivo impiego dei lavoratori nelle singoli mansioni a rischio elencate. Ciò non può prescindere quindi da una rigorosa definizione delle procedure organizzative da parte del Datore di Lavoro stesso, ad esempio: macchine operatrici, carrelli elevatori, piattaforme auto sollevanti, gru e autogrù, devono essere utilizzati solo da personale autorizzato e adeguatamente formato.

ALLEGATO – I: MANSIONI CHE COMPORTANO PARTICOLARI RISCHI PER LA SICUREZZA, L’INCOLUMITA’ E LA SALUTE DEI TERZI

1) Attività per le quali e’ richiesto un certificato di abilitazione per l’espletamento dei seguenti lavori pericolosi:

  1. a) impiego di gas tossici (art. 8 del regio decreto 1927, e successive modificazioni);
  2. b) fabbricazione e uso di fuochi di artificio (di cui al regio decreto 6 maggio 1940, n. 635) e posizionamento e brillamento mine (di cui al decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n. 302);
  3. c) direzione tecnica e conduzione di impianti nucleari (di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1970, n. 1450, e s.m.i.).

2) Mansioni inerenti le attività di trasporto:

  1. a) conducenti di veicoli stradali per i quali e’ richiesto il possesso della patente di guida categoria C, D, E, e quelli per i quali e’ richiesto il certificato di abilitazione professionale per la guida di taxi o di veicoli in servizio di noleggio con conducente, ovvero il certificato di formazione professionale per guida di veicoli che trasportano merci pericolose su strada;
  2. b) personale addetto direttamente alla circolazione dei treni e alla sicurezza dell’esercizio ferroviario che esplichi attività di condotta, verifica materiale rotabile, manovra apparati di sicurezza, formazione treni, accompagnamento treni, gestione della circolazione, manutenzione infrastruttura e coordinamento e vigilanza di una o più attività di sicurezza;
  3. c) personale ferroviario navigante sulle navi del gestore dell’infrastruttura ferroviaria con esclusione del personale di camera e di mensa;
  4. d) personale navigante delle acque interne con qualifica di conduttore per le imbarcazioni da diporto adibite a noleggio;
  5. e) personale addetto alla circolazione e a sicurezza delle ferrovie in concessione e in gestione governativa, metropolitane, tranvie e impianti assimilati, filovie, autolinee e impianti funicolari, aerei e terrestri;
  6. f) conducenti, conduttori, manovratori e addetti agli scambi di altri veicoli con binario, rotaie o di apparecchi di sollevamento, esclusi i manovratori di carri ponte con pulsantiera a terra e di monorotaie;
  7. g) personale marittimo di prima categoria delle sezioni di coperta e macchina, limitatamente allo Stato maggiore e sottufficiali componenti l’equipaggio di navi mercantili e passeggeri, nonché il personale marittimo e tecnico delle piattaforme in mare, dei pontoni galleggianti, adibito ad attività off-shore e delle navi posatubi;
  8. h) controllori di volo ed esperti di assistenza al volo;
  9. i) personale certificato dal registro aeronautico italiano;
  10. l) collaudatori di mezzi di navigazione marittima, terrestre ed aerea;
  11. m) addetti ai pannelli di controllo del movimento nel settore dei trasporti;
  12. n) addetti alla guida di macchine di movimentazione terra e merci (carrelli elevatori).

3) Funzioni operative proprie degli addetti e dei responsabili della produzione, del confezionamento, della detenzione, del trasporto e della vendita di esplosivi.

PROCEDURE PER GLI ACCERTAMENTI SANITARI DI ASSENZA DI TOSSICODIPENDENZA O DI ASSUNZIONE DI SOSTANZE STUPEFACENTI O PSICOTROPE NEI LAVORATORI

(Intesa Conferenza Unificata, seduta del 30 ottobre 2007, ai sensi dell’art. 8, c. 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131)

 

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Partecipazione attiva: dal mondo del lavoro a quello della formazione | Formazione sicurezza Bergamo

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Partecipazione attiva: dal mondo del lavoro a quello della formazione

Formazione sicurezza Bergamo

Ogni cosa che ci circonda, dalla più piccola alla più grande, ci sottolinea come sia necessaria una perfetta sincronizzazione e coordinazione, affinché tutto possa funzionare in maniera armonizzata.

Nel momento in cui questi meccanismi di funzionamento sincroni, vengono in qualche modo “deviati”, si generano catastrofi di ogni genere.

La stessa “procedura” viene utilizzata dal nostro corpo: ogni cellula, ogni nervo e ogni organo lavora per rendere efficiente la macchina nella sua totalità…

Un cuore che pompa il sangue facendolo arrivare ovunque serva, i reni che lo purificano espellendo sostanze di scarto attraverso l’urina, gli organi preposti a fornirci l’energia di cui abbiamo bisogno affinché possiamo essere in grado di svolgere le normali attività quotidiane.

Non voglio parlare di fisiologia umana, tranquilli, non ne avrei di certo le competenze, ma mi solletica l’idea di paragonare il lavoro del network della nostra Fondazione al lavoro sincopato che, incessante, fa il nostro corpo per garantirne il perfetto funzionamento.

In questi ultimi due mesi, in cui abbiamo cominciato ad erogare la formazione ai dipendenti di tutte le filiali della Carige spa, operanti sul territorio nazionale, sotto una lente di ingrandimento, ho visto come, ogni ingranaggio della Fondazione, lavora in funzione di tutti gli altri, e non per tentativi ed errori, ma, mettendo in campo un insieme di capacità e competenze, in grado di combinare, in maniera esaustiva, le esigenze di ciascuno (dal committente, ai docenti, ai discenti, ai collaboratori della Fondazione, fino alle risorse esterne).

Certo è che né l’una né l’altra (capacità e competenze), sono in grado di garantire che ciò possa, ipso facto, evitare che si possano verificare problematiche o la necessità di ripianificare un intervento, nonostante la sua messa in opera, se non ci fossero le teste. Non si tratta di “teste piene o teste vuote”, ma di TESTE CHE FUNZIONANO.

E per dirla con Perrenoud “la competenza è la Capacità di agire in una situazione data, capacità che si fonda su alcune conoscenze, ma non si riduce ad esse”.

La competenza e la capacità di riconoscere le risorse necessarie da mettere in campo, se utilizzate in maniera sinergica, rendono, l’azione, mirata alla risoluzione di una situazione complessa, efficace.

Il lavoro della Fondazione, consentitemi, reticolare, funziona anche grazie alla cooperazione ed alla competenza di tutti quei centri che, facendone parte, si sono attivati ed adoperati, per consentirci di garantire la formazione di aggiornamento di primo soccorso e di aggiornamento per i preposti, agli oltre 1000 dipendenti della Carige, presenti in tutte le Regioni italiane.

Di fondamentale importanza, inoltre, ai fini di una progettazione e programmazione degli interventi formativi efficace, è la comunicazione interattiva con l’ufficio delle risorse umane della Carige, senza la quale, di certo, il nostro compito sarebbe stato più arduo.

Il costante monitoraggio al termine delle formazioni, ci consente di rilevare tempestivamente eventuali criticità e di intervenire su di esse con azioni decise di rottura di tanti schemi concettuali, che altrimenti le renderebbero paradigmatiche e appiattite ad un “ciclo produttivo” di mera adesione burocratico – normativa.

Partendo dalla mappatura delle filiali, abbiamo attivato un sistema di assessment, che ci potesse consentire, in prima battuta, di effettuare una pianificazione per l’erogazione delle formazioni nel periodo maggio – dicembre 2017. Ciò ha consentito ai dipendenti Carige di poter scegliere la data di fruizione della formazione, in base alle necessità sia aziendali che individuali.

Garantire che gli adempimenti normativi vengano soddisfatti, significa avvalersi di personale docente che abbia un bagaglio unico per competenza e capacità, frutto di attività maturate sul campo, in grado di tarare gli interventi formativi in base alla realtà lavorativa di ciascuno. Di fatto, i nostri docenti, non si limitano ad una enunciazione normativa, né ad una successione di pratiche operative, ma ad una vera e propria organizzazione ed animazione della formazione, richiamando situazioni di apprendimento che si riferiscono a situazioni reali, in cui il soggetto è chiamato ad esercitare ruoli attivi.

L’iniziale propensione all’entropia che caratterizza i discenti, dominati dai processi di inerzia che replicano il “già noto”, viene, sovente (almeno questo emerge dai piani di monitoraggio) sostituita da un’energica curiosità e voglia di apprendimento, che convalidano come mirata la formazione. Ciò fa si che i dipendenti non subiscano la formazione, ma diventino partecipanti attivi, i docenti traggano soddisfazione dal loro lavoro e la committenza riconosca l’importanza e l’efficacia del lavoro prestato.

Come già detto, grazie al supporto dei centri del network, le formazioni si svolgono prevalentemente in aula, ma laddove ciò non sia possibile, i nostri docenti erogano le formazioni all’interno delle nostre aule mobili.

Abilità, conoscenze, competenze e risorse, costituiscono la trama e, al contempo, rappresentano gli ingredienti fondamentali di un’azione formativa che agisce in modo significativo ed efficace a più livelli.

 

A cura di Mattia Mingardo – Presidente Fondazione Asso.Safe